Quando si raccontano storie che riguardano gli ambiti del fiume Noncello queste normalmente si riferiscono a luoghi del territorio di Pordenone e, in particolare, a Vallenoncello. Facendo ricerche attraverso testimoni si è appreso del traghetto che permetteva di raggiungere Pordenone, attivo fino agli anni '60 di fronte alla località Rondover, in comune di Porcia.
Pochi sanno però che un altro piccolo servizio di questo genere per attraversare il fiume esisteva, negli anni a cavallo dell'ultimo conflitto mondiale, anche alla Dogana di Vallenoncello. In quel periodo un edificio denominato Dogana risultava ancora in piedi nella riva di Porcia ed era stato eretto a servizio dei proprietari della villa Dolfin-Correr, che controllavano i trasporti del legname mediante la fluitazione dei tronchi provenienti dalla Pedemontana lungo il canale Bretella. Dismesso questo tipo di traghetto fluviale la Dogana dei Dolfin-Correr venne occupata da una famiglia di agricoltori, i Diana, e la costruzione prese il nome dei nuovi occupanti. I Diana nel tempo presero anche l'iniziativa di svolgere l'attività di traghetto sul fiume per la necessità dei proprietari di Vallenoncello che avevano terreni agricoli da coltivare sull'altra riva. Un primo traghetto in ferro usata allo scopo fu regalata alla famiglia dal Comune di Porcia e, con tutta probabilità risultava un residuato bellico della primo conflitto mondiale, forse un di quei traghetti serviti per formare il ponte galleggiante provvisorio in centro a Pordenone. Successivamente Angelo Venier che aveva sposato una Diana e che viveva nella grande costruzione ex Dogana, sostituì lo scomodo traghetto militare con un traghetto in legno, costruito per il servizio di traghetto, lungo più di sei metri. Questo affacciarsi di varie attività di traghetto in località Dogana, fino agli anni '50, ha mantenuto una continua frequentazione delle due rive del fiume, oltre che per la presenza del traghetto, per lo svolgimento di attività di pesca, per l'uso della banchina fluviale per trasporti commerciali con traghetto e per il lavaggio dei panni. Di ciò si sta perdendo memoria e delle varie storie di salvamenti sul fiume e catture di grandi pesci ci si sta dimenticando. Una di queste storie però risulta importante: quella del rastrellamento da parte dei nazisti, in una notte della fine del '44 nella zona, che era frequentata dai partigiani e che portò alla cattura in riva del Noncello di Celeste Del Ben che venne inviato in campo di concentramento. La casa dei Diana quella notte venne incendiata dai tedeschi e una ragazza della famiglia, Luigina, perse la vita. Per molti anni il rudere della casa rimase ancora in piedi e malauguratamente venne poi rasa al suolo. In un incontro con i sindaci di Cordenons e Pordenone riguardo a iniziative intercomunali che potevano interessare il fiume Noncello, l'attuale sindaco di Porcia, Nicola Zille, ha presentato la proposta di realizzare un manufatto sulla riva destra del fiume, nel suo Comune, per ricordare l'esistenza dell'antica Dogana settecentesca. |